PREMESSA



PREMESSA


L'idea è quella di fornire una visione di argomenti:

- Istituzionali

- Tecnico operativi




INTRODUZIONE

Lo scopo di questo Website è quello di divulgare, attraverso una selezione argomenti che rientrino tra le tematiche a fianco indicate con l'utilizzo di programmi di intelligenza artificiale, segnatamente i sistemi esperti a reti neurali.

L’utilità dei risultati di questa tipologia di ricerca è stata da me riscontrata nei processi gestionali dell'impresa, sotto il profilo economico giuridico, ambito nel quale ho approfondito le mie conoscenze svolgendo la libera professione rivolta alle aziende ed in pari tempo "docenze", attività tutte che ho cessato anni or sono.

L’obiettivo quindi è quello di presentare del materiale che possa suscitare qualche interesse.



Dott. Gianpietro Rigamonti


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venerdì 18 maggio 2012

Disposizioni urgenti in materia di semplificazioni tributarie, di efficientamento e potenziamento delle procedure di accertamento


SCHEMATIZZAZIONE DELLA SCHEDA INFORMATIVA

DECRETO-LEGGE 2 marzo 2012, n. 16

G.U. Serie generale - n. 52 del 2 marzo 2012


Omissis

A seguire, gli articoli del Decreto - legge

 1.  Rateizzazione debiti tributari

 2.  Comunicazioni e adempimenti formali

 3,  Facilitazioni per imprese e contribuenti

 4.  Fiscalità locale

 5.  Studi di settore, versamenti tributari, Sistema informativo della fiscalità, Equitalia Giustizia

 6 .Attività e certificazioni in materia catastatale

 7. Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato

 8. Misure di contrasto all'evasione

 9.  Potenziamento dell'accertamento in materia doganale

10. Potenziamento dell'accertamento in materia di giochi

11 .Modifiche in materia di sanzioni amministrative

12. Contenzioso in materia tributaria e riscossione

13. Norma di copertura

14. Entrata in vigore

(n.d.r.) Convertito in legge il 26 aprile 2012, n. 44




Disposizioni in materia di semplificazioni


SCHEMATIZZAZIONE DELLA SCHEDA INFORMATIVA

DECRETO-LEGGE 9 febbraio 2012, n. 5

Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo.

GU n. 33 del 9-2-2012 - Suppl. Ordinario n.27

( in vigore dal: 10-2-2012)

Omissis

Titolo I

Disposizioni in materia di semplificazioni

omissis

Capo I

Disposizioni generali in materia di semplificazioni

Omissis

Capo III

Semplificazioni per le imprese

Omissis

(n.d.r.)  Convertito in legge con modificazioni il 4 aprile 2012 n. 35 - G.U. n.82 del 6 aprile 2012 - Suppl. ord. n. 69

martedì 7 febbraio 2012

RENDITE FINANZIARIE: ALIQUOTE UNIFICATE DAL 1° GENNAIO 2012

LA SCHEDA

Decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138
(G. U.- serie generale - n. 188 del 13 agosto 2011)

Legge di conversione 14 settembre 2011, n. 148
(G.U. n. 216 del 16-9-2011)

TESTO COORDINATO:ESTRATTO

Titolo I - DISPOSIZIONI PER LA STABILIZZAZIONE FINANZIARIA


Omissis

Art. 2 - Disposizioni in materia di entrate

1. Le disposizioni di cui agli articoli 9, comma 2, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e 18, comma 22-bis ,del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, continuano ad applicarsi nei termini ivi previsti rispettivamente dal 1º gennaio 2011 al 31 dicembre 2013 e dal 1º agosto 2011 al 31 dicembre 2014.

Omissis .

6. Le ritenute, le imposte sostitutive sugli interessi, premi e ogni altro provento di cui all'articolo 44 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 e sui redditi diversi di cui all'articolo 67, comma 1, lettere da c-bis a c-quinquies del medesimo decreto, ovunque ricorrano, sono stabilite nella misura del 20 per cento.

7. La disposizione di cui al comma 6 non si applica sugli interessi, premi e ogni altro provento di cui all'articolo 44 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 e sui redditi diversi di cui all'articolo 67, comma 1, lettera c-ter), ovvero sui redditi di capitale e sui redditi diversi di natura finanziaria del medesimo decreto nei seguenti casi:

a) obbligazioni e altri titoli di cui all'articolo 31 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601 ed equiparati;

b) obbligazioni emesse dagli Stati inclusi nella lista di cui al decreto emanato ai sensi dell'articolo 168-bis , comma 1, del medesimo decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986;

c) titoli di risparmio per l'economia meridionale di cui all'articolo 8, comma 4 del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106;

d) piani di risparmio a lungo termine appositamente istituiti.

8. La disposizione di cui al comma 6 non si applica altresì agli interessi di cui al comma 8-bis dell'articolo 26-quater del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, agli utili di cui all'articolo 27, comma 3-ter , del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, al risultato netto maturato delle forme di previdenza complementare di cui al decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252.

9. La misura dell'aliquota di cui al comma 6 si applica agli interessi, ai premi e ad ogni altro provento di cui all'articolo 44 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, divenuti esigibili e ai redditi diversi realizzati a decorrere dal 1º gennaio 2012.

10. Per i dividendi e proventi ad essi assimilati la misura dell'aliquota di cui al comma 6 si applica a quelli percepiti dallo gennaio 2012.

11. Per le obbligazioni e i titoli similari di cui all'articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 1º aprile 1996, n. 239, la misura dell'aliquota di cui al comma 6 si applica agli interessi, ai premi e ad ogni altro provento di cui all'articolo 44 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 maturati a partire dal 1º gennaio 2012.

12. Per le gestioni individuali di portafoglio di cui all'articolo 7 del decreto legislativo 21 novembre 1997, n. 461, la misura dell'aliquota di cui al comma 6 si applica sui risultati maturati a partire dal 1º gennaio 2012.

12-bis . All'articolo l, comma 7, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, le parole: «non utilizzate in tutto o in parte» e: «spettano» sono sostituite, rispettivamente, dalle seguenti: «possono essere utilizzate» e: «oppure possono essere trasferite».

12-ter . All'articolo 2, comma 5, terzo periodo, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, le parole da: «spettano» fino alla fine del periodo sono sostituite dalle seguenti: «le detrazioni possono essere utilizzate dal venditore oppure essere trasferite all'acquirente persona fisica».

13. Nel decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all'articolo 26: 1) il comma 1 è sostituito dal seguente:

«1. I soggetti indicati nel comma 1 dell'articolo 23, che hanno emesso obbligazioni, titoli similari e cambiali finanziarie, operano una ritenuta del 20 per cento, con obbligo di rivalsa, sugli interessi ed altri proventi corrisposti ai possessori»;

2) al comma 3, il secondo e terzo periodo sono soppressi;

3) il comma 3-bis è sostituito dal seguente:

«3-bis. I soggetti indicati nel comma 1 dell'articolo 23, che corrispondono i proventi di cui alle lettere g-bis) e g-ter) del comma 1, dell'articolo 44 del testo unico delle imposte sui redditi approvato con il decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, ovvero intervengono nella loro riscossione operano sui predetti proventi una ritenuta con aliquota del 20 per cento. Nel caso dei rapporti indicati nella lettera g-bis), la predetta ritenuta è operata, in luogo della ritenuta di cui al comma 3, anche sugli interessi e gli altri proventi maturati nel periodo di durata dei predetti rapporti»;

4) al comma 5, il terzo periodo è soppresso;

b) all'articolo 26-quinquies, al comma 3, ultimo periodo, dopo le parole «prospetti periodici» sono aggiunte le seguenti: «al netto di una quota dei proventi riferibili alle obbligazioni e altri titoli di cui all'articolo 31 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601 ed equiparati e alle obbligazioni emesse dagli Stati inclusi nella lista di cui al decreto emanato ai sensi dell'articolo 168-bis, comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi approvato con il decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze sono stabilite le modalità di individuazione della quota dei proventi di cui al periodo precedente.»;

c) all'articolo 27: 1) al comma 3, il secondo periodo è soppresso; 2) al comma 3, all'ultimo periodo, le parole «dei quattro noni» sono sostituite dalle seguenti: «di un quarto»;

14. Nella legge 23 marzo 1983, n. 77, all'articolo 10-ter , dopo il comma 2 è aggiunto il seguente comma:

«2-bis . I proventi di cui ai commi 1 e 2 sono determinati al netto di una quota dei proventi riferibili alle obbligazioni e altri titoli di cui all'articolo 31 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601 ed equiparati e alle obbligazioni emesse dagli Stati inclusi nella lista di cui al decreto emanato ai sensi dell'articolo 168-bis, comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi approvato con il decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze sono stabilite le modalità di individuazione della quota dei proventi di cui al periodo precedente».

15. Nel testo unico delle imposte sui redditi approvato con il decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all'articolo 18, comma 1, le parole «commi 1-bis e 1-ter » sono sostituite dalle parole «comma 1-bis »;

b) all'articolo 73, il comma 5-quinquies, è sostituito dal seguente: «5-quinquies. Gli organismi di investimento collettivo del risparmio con sede in Italia, diversi dai fondi immobiliari, e quelli con sede in Lussemburgo, già autorizzati al collocamento nel territorio dello Stato, di cui all'articolo 11-bis del decreto-legge 30 settembre 1983, n. 512, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 novembre 1983, n. 649, e successive modificazioni, non sono soggetti alle imposte sui redditi. Le ritenute operate sui redditi di capitale sono a titolo di imposta. Non si applicano la ritenuta prevista dal comma 2 dell'articolo 26 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600 e successive modificazioni, sugli interessi ed altri proventi dei conti correnti e depositi bancari e le ritenute previste dai commi 3-bis e 5 del medesimo articolo 26 e dall'articolo 26-quinquies del predetto decreto nonchè dall'articolo 10-ter della legge 23 marzo 1983, n. 77, e successive modificazioni.».

16. Nel decreto-legge 28 giugno 1990, n. 167, convertito, con modificazioni, nella legge 4 agosto 1990, n. 227, all'articolo 4, comma 1, le parole «commi 1-bis e 1-ter » sono sostituite dalle seguenti: «comma 1-bis ».

17. Nella legge 28 dicembre 1995, n. 549, il comma 115 dell'articolo 3 è sostituito dal seguente:

«115. Se i titoli indicati nel comma 1 dell'articolo 26 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600 sono emessi da società o enti, diversi dalle banche, il cui capitale è rappresentato da azioni non negoziate in mercati regolamentati degli Stati membri dell'Unione europea e degli Stati aderenti all'Accordo sullo Spazio economico europeo che sono inclusi nella lista di cui al decreto ministeriale emanato ai sensi dell'articolo 168-bis, comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, ovvero da quote, gli interessi passivi sono deducibili a condizione che, al momento di emissione, il tasso di rendimento effettivo non sia superiore:

a) al doppio del tasso ufficiale di riferimento, per le obbligazioni ed i titoli similari negoziati in mercati regolamentati degli Stati membri dell'Unione europea e degli Stati aderenti all'Accordo sullo Spazio economico europeo che sono inclusi nella lista di cui al citato decreto, o collocati mediante offerta al pubblico ai sensi della disciplina vigente al momento di emissione;

b) al tasso ufficiale di riferimento aumentato di due terzi, delle obbligazioni e dei titoli similari diversi dai precedenti. Qualora il tasso di rendimento effettivo all'emissione superi i limiti di cui al periodo precedente, gli interessi passivi eccedenti l'importo derivante dall'applicazione dei predetti tassi sono indeducibili dal reddito di impresa. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze i limiti indicati nel primo periodo possono essere variati tenendo conto dei tassi effettivi di remunerazione delle obbligazioni e dei titoli similari rilevati nei mercati regolamentati italiani. I tassi effettivi di remunerazione sono rilevati avendo riguardo, ove necessario, all'importo e alla durata del prestito nonchè alle garanzie prestate».

18. Nel decreto legislativo 1º aprile 1996, n. 239 sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all'articolo 2:
1) il comma 1-ter è abrogato;
2) il comma 1-quater è sostituito dal seguente:
«1-quater. L'imposta di cui al comma 1-bis si applica sugli interessi ed altri proventi percepiti dai soggetti indicati al comma 1»;
3) nel comma 2, le parole «commi 1, 1-bis e 1-ter » sono sostituite, ovunque ricorrano, dalle parole «commi 1 e 1-bis »;
b) all'articolo 3, comma 5, le parole «commi 1-bis e 1-ter » sono sostituite dalle parole «comma 1-bis »;
c) all'articolo 5, le parole «commi 1, 1-bis e 1-ter » sono sostituite, ovunque ricorrano, dalle parole «commi 1 e 1-bis ».

19. Nel decreto legislativo 21 novembre 1997, n. 461, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all'articolo 5, al comma 2, dopo l'ultimo periodo è aggiunto il seguente:
«Ai fini de presente comma, i redditi diversi derivanti dalle obbligazioni e dagli altri titoli di cui all'articolo 31 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601 ed equiparati e dalle obbligazioni emesse dagli Stati inclusi nella lista di cui al decreto emanato ai sensi dell'articolo 168-bis, comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi approvato con il decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 sono computati nella misura del 62,5 per cento dell'ammontare realizzato»;

b) all'articolo 6, al comma 1, dopo l'ultimo periodo è aggiunto il seguente: «Ai fini del presente articolo, i redditi diversi derivanti dalle obbligazioni e dagli altri titoli di cui all'articolo 31 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601 ed equiparati e dalle obbligazioni emesse dagli Stati inclusi nella lista di cui al decreto emanato ai sensi dell'articolo 168-bis, comma 1, del medesimo testo unico sono computati nella misura del 62,5 per cento dell'ammontare realizzato»;

c) all'articolo 7: 1) al comma 3, la lettera b) è sostituita dalla seguente:
«b) la ritenuta prevista dal comma 2 dell'articolo 26 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, sugli interessi ed altri proventi dei conti correnti bancari»;
2) al comma 3, lettera c), le parole «del 12,50 per cento», ovunque ricorrano, sono soppresse;
3) al comma 4, dopo l'ultimo periodo è aggiunto il seguente:
«Ai fini del presente comma, i redditi derivanti dalle obbligazioni e dagli altri titoli di cui all'articolo 31 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601, ed equiparati e dalle obbligazioni emesse dagli Stati inclusi nella lista di cui al decreto emanato ai sensi dell'articolo 168-bis, comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi approvato con il decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 sono computati nella misura del 62,5 per cento dell'ammontare realizzato».

20. Nel decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410, all'articolo 6, comma 1, le parole «del 12,50 per cento» sono soppresse.

21. Nel decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, all'articolo 17, comma 3, le parole «del 12,50 per cento,» sono soppresse.

22. Ai proventi degli strumenti finanziari rilevanti in materia di adeguatezza patrimoniale ai sensi della normativa comunitaria e delle discipline prudenziali nazionali, emessi da intermediari vigilati dalla Banca d'Italia o da soggetti vigilati dall'ISVAP e diversi da azioni e titoli similari, si applica il regime fiscale di cui al decreto legislativo 1º aprile 1996, n. 239. Le remunerazioni dei predetti strumenti finanziari sono in ogni caso deducibili ai fini della determinazione del reddito del soggetto emittente; resta ferma l'applicazione dell'articolo 96 e dell'articolo 109, comma 9, del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. La presente disposizione si applica con riferimento agli strumenti finanziari emessi a decorrere dal 20 luglio 2011.

23. I redditi di cui all'articolo 44, comma 1, lettera g -quater), del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con il decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, da assoggettare a ritenuta, ai sensi dell'articolo 6 della legge 26 settembre 1985, n. 482, o a imposta sostitutiva, ai sensi dell'articolo 26-ter del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, sono determinati al netto di una quota dei proventi riferibili alle obbligazioni e altri titoli di cui all'articolo 31 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601 ed equiparati e alle obbligazioni emesse dagli Stati inclusi nella lista di cui al decreto emanato ai sensi dell'articolo 168-bis, comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con il decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze sono stabilite le modalità di individuazione della quota dei proventi di cui al periodo precedente.

24. Le disposizioni dei commi da 13 a 23 esplicano effetto a decorrere dal 1º gennaio 2012.

25. A decorrere dal 1º gennaio 2012 sono abrogate le seguenti disposizioni:

a) il comma 8 dell'articolo 20 del decreto-legge 8 aprile 1974, n. 95, convertito, con modificazioni, nella legge 7 giugno 1974, n. 216;
b) i commi da 1 a 4 dell'articolo 7 del decreto-legge 20 giugno 1996, n. 323, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1996, n. 425.

26. Ai fini dell'applicazione delle disposizioni di cui al comma 11, per gli interessi e altri proventi soggetti all'imposta sostitutiva di cui al decreto legislativo 1º aprile 1996, n. 239, gli intermediari di cui all'articolo 2, comma 2, del medesimo decreto provvedono ad effettuare addebiti e accrediti del conto unico di cui all'articolo 3 del citato decreto alla data del 31 dicembre 2011, per le obbligazioni e titoli similari senza cedola o con cedola avente scadenza non inferiore a un anno dalla data del 31 dicembre 2011, ovvero in occasione della scadenza della cedola o della cessione o rimborso del titolo, per le obbligazioni e titoli similari diversi dai precedenti. Per i titoli espressi in valuta estera si tiene conto del valore del cambio alla data del 31 dicembre 2011. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze sono stabilite le modalità di svolgimento delle operazioni di addebito e di accredito del conto unico.

27. Ai redditi di cui all'articolo 44, comma 1, lettera g-quater, del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, derivanti da contratti sottoscritti fino al 31 dicembre 2011, si applica l'aliquota del 12,5 per cento sulla parte di redditi riferita al periodo intercorrente tra la data di sottoscrizione o acquisto della polizza ed il 31 dicembre 2011. Ai fini della determinazione dei redditi di cui al precedente periodo si tiene conto dell'ammontare dei premi versati a ogni data di pagamento dei premi medesimi e del tempo intercorso tra pagamento dei premi e corresponsione dei proventi, secondo le disposizioni stabilite con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze.

28. Le minusvalenze, perdite e differenziali negativi di cui all'articolo 67, comma 1, lettere da c-bis) a c-quater), del testo unico delle imposte sui redditi approvato con il decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, realizzate fino alla data del 31 dicembre 2011 sono portate in deduzione dalle plusvalenze e dagli altri redditi diversi di cui all'articolo 67, comma 1, lettere da c-bis) a c-quinquies), del testo unico delle imposte sui redditi approvato con il decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, realizzati successivamente, per una quota pari al 62,5 per cento del loro ammontare. Restano fermi i limiti temporali di deduzione previsti dagli articoli 68, comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi approvato con il decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e 6, comma 5, del decreto legislativo 21 novembre 1997, n. 461.

29. A decorrere dalla data del 1º gennaio 2012, agli effetti della determinazione delle plusvalenze e minusvalenze di cui all'articolo 67, comma 1, lettere da c-bis) a c-quinquies), del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, in luogo del costo o valore di acquisto, o del valore determinato ai sensi dell'articolo 14, commi 6 e seguenti, del decreto legislativo 21 novembre 1997, n. 461, può essere assunto il valore dei titoli, quote, diritti, valute estere, metalli preziosi allo stato grezzo o monetato, strumenti finanziari, rapporti e crediti alla data del 31 dicembre 2011, a condizione che il contribuente:

a) opti per la determinazione, alla stessa data, delle plusvalenze, delle minusvalenze e dei proventi di cui all'articolo 44, comma 1, lettera g), del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, derivanti dalla partecipazione a organismi di investimento collettivo in valori mobiliari di cui all'articolo 73, comma 5 quinquies del citato testo unico, a organismi di investimento collettivo in valori mobiliari di diritto estero, di cui all'articolo 10-ter , comma 1, della legge 23 marzo 1983, n. 77;

b) provveda al versamento dell'imposta sostitutiva eventualmente dovuta, secondo i criteri di cui agli articoli 5 e 6 del decreto legislativo 21 novembre 1997, n. 461.

30. Ai fini del comma 29, nel caso di cui all'articolo 5 del decreto legislativo 21 novembre 1997, n. 461, l'opzione di cui alla lettera a) del comma 29 è esercitata, in sede di dichiarazione annuale dei redditi e si estende a tutti i titoli o strumenti finanziari detenuti; l'imposta sostitutiva dovuta e' corrisposta secondo le modalità e nei termini previsti dal comma 4 dello stesso articolo 5. Nel caso di cui all'articolo 6 del decreto legislativo 21 novembre 1997, n. 461, l'opzione si estende a tutti i titoli, quote o certificati inclusi nel rapporto di custodia o amministrazione e può essere esercitata entro il 31 marzo 2012; l'imposta sostitutiva è versata dagli intermediari entro il 16 maggio 2012, ricevendone provvista dal contribuente.

31. Ove non siano applicabili le disposizioni dei commi 29 e 30, per i proventi di cui all'articolo 44, comma 1, lettera g), del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, derivanti dalla partecipazione agli organismi di investimento collettivo di cui al comma 29, lettera a) l'opzione può essere esercitata entro il 31 marzo 2012, con comunicazione ai soggetti residenti incaricati del pagamento dei proventi medesimi, del riacquisto o della negoziazione delle quote o azioni; l'imposta sostitutiva è versata dai medesimi soggetti entro il 16 maggio 2012, ricevendone provvista dal contribuente.

32. Le minusvalenze e perdite di cui all'articolo 67, comma 1, lettere da c-bis) a c-quinquies), del testo unico delle imposte sui redditi approvato con il decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, derivanti dall'esercizio delle opzioni di cui al comma precedente sono portate in deduzione dalle plusvalenze e dagli altri redditi diversi di cui all'articolo 67, comma 1, lettere da c-bis) a c-quinquies), del testo unico delle imposte sui redditi approvato con il decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, realizzati successivamente, fino al 31 dicembre 2012, per una quota pari al 62,5 per cento del loro ammontare.

33. Per le gestioni individuali di portafoglio di cui all'articolo 7 del decreto legislativo 21 novembre 1997, n. 461, gli eventuali risultati negativi di gestione rilevati alla data del 31 dicembre 2011 sono portati in deduzione dai risultati di gestione maturati successivamente, per una quota pari al 62,5 per cento del loro ammontare. Restano fermi i limiti temporali di utilizzo dei risultati negativi di gestione previsti dall'articolo 7, comma 10, del decreto legislativo 21 novembre 1997, n. 461.

34. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze sono stabilite le modalità di applicazione dei commi da 29 a 32.

Omissis

martedì 10 gennaio 2012

LA VICENDA DEI BOLLI

*LA SCHEDA

Dal bollo sui conti correnti e sui libretti, alla legge recante disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria, per finire ( si spera!) con il Decreto Salva Italia.

NORMATIVA PREGRESSA
Conti correnti e libretti in vigore da anni

NORMATIVA RECENTE

DECRETO-LEGGE 6 luglio 2011, n. 98
( G.U. n. 155 del 6-7-2011 )

LEGGE 15 luglio 2011 , n. 111
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98 recante
disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria.
(G.U. n. 164 del 16-7-2011)

Omissis
All’articolo 23:
Omissis
al comma 7, la lettera b) è sostituita dalla seguente: «b) dopo il comma 2-bis è inserito il seguente:
“2-ter. Le comunicazioni relative ai depositi di titoli inviati dagli intermediari finanziari ai sensi
dell’articolo 119 del decreto legislativo 1º settembre 1993, n. 385:

1) per ogni esemplare relativamente ai depositi di titoli il cui complessivo valore nominale o di
rimborso presso ciascun intermediario finanziario sia inferiore a 50.000 euro:
a) con periodicità annuale euro 34,20
b) con periodicità semestrale euro 17,1
c) con periodicità trimestrale euro 8,55
d) con periodicità mensile euro 2,85

2) dal 2011, per ogni esemplare relativamente ai depositi di titoli il cui complessivo valore nominale
o di rimborso presso ciascun intermediario finanziario sia pari o superiore a 50.000 euro ed inferiore
a 150.000 euro:
a) con periodicità annuale euro 70,00
b) con periodicità semestrale euro 35,00
c) con periodicità trimestrale euro 17,5
d) con periodicità mensile euro 5,83

3) dal 2011, per ogni esemplare relativamente ai depositi di titoli il cui complessivo valore nominale
o di rimborso presso ciascun intermediario finanziario sia pari o superiore a 150.000 euro ed
inferiore a 500.000 euro:
a) con periodicità annuale euro 240,00
b) con periodicità semestrale euro 120,00
c) con periodicità trimestrale euro 60,00
d) con periodicità mensile euro 20,00

4) dal 2011, per ogni esemplare relativamente ai depositi di titoli il cui complessivo valore nominale
o di rimborso presso ciascun intermediario finanziario sia pari o superiore a 500.000 euro:
a) con periodicità annuale euro 680,00
b) con periodicità semestrale euro 340,00
c) con periodicità trimestrale euro 170,00
d) con periodicità mensile euro 56,67

5) dal 2013, per ogni esemplare relativamente ai depositi di titoli il cui complessivo valore nominale
o di rimborso presso ciascun intermediario finanziario sia pari o superiore a 50.000 euro ed inferiore
a 150.000 euro:
a) con periodicità annuale euro 230,00
b) con periodicità semestrale euro 115,00
c) con periodicità trimestrale euro 57,50
d) con periodicità mensile euro 19,17

6) dal 2013, per ogni esemplare relativamente ai depositi di titoli il cui complessivo valore nominale
o di rimborso presso ciascun intermediario finanziario sia pari o superiore a 150.000 euro ed
inferiore a 500.000 euro:
a) con periodicità annuale euro 780,00
b) con periodicità semestrale euro 390,00
c) con periodicità trimestrale euro 195,00
d) con periodicità mensile euro 65,00

7) dal 2013, per ogni esemplare relativamente ai depositi di titoli il cui complessivo valore nominale
o di rimborso presso ciascun intermediario finanziario sia pari o superiore a 500.000 euro:
a) con periodicità annuale euro 1.100,00
b) con periodicità semestrale euro 550,00
c) con periodicità trimestrale euro 275,00
d) con periodicità mensile euro 91,67″»;
Omissis

NORMATIVA INTEGRATIVA /MODIFICATIVA - MANOVRA SALVA ITALIA

DECRETO-LEGGE 06.12.2011, n. 201
Disposizioni urgenti per la crescita, l'equità e il consolidamento dei conti pubblici.
(G.U. Serie generale n. 284 del 6-12-2011 - Suppl. Ord. n. 251)

CONVERSIONE IN LEGGE, CON MODIFICAZIONI
DEL DECRETO-LEGGE 6 dicembre 2011 , n. 201
coordinato con la legge di conversione 22 dicembre 2011, n. 214
(G.U. n. 300 del 27-12-2011 - Suppl. Ord. n.276 - pag. 1)
Omissis

Art. 19
Disposizioni in materia di imposta di bollo su conti correnti,
titoli, strumenti e prodotti finanziari nonchè su valori « scudati »
e su attività finanziarie e immobili detenuti all'estero.

1. A decorrere dal 1° gennaio 2012, all'articolo 13 della Tariffa,
parte prima, allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26
ottobre 1972, n. 642, i commi 2-bis e 2-ter sono sostituiti dai
seguenti:

Articolo dellaTariffa -13 -  Indicazione degli atti soggetti all’imposta - Imposte dovute fisse -  Imposte dovute proporzionali

2-bis. Estratti conto,inviati dalle banche aiclienti ai sensi dell’articolo 119 del decreto legislativo 1ºsettembre 1993, n. 385, nonché estratti di contocorrente postale e rendiconti dei libretti dirisparmio anche postali: per ogni esemplare con periodicità annuale:
a) se il cliente è persona fisica euro 34,20
b) se il cliente è soggetto diverso da persona fisica euro 100,00

2-ter. Comunicazioni alla clientela relative ai prodotti e agli strumenti finanziari, anche non soggetti ad obbligo di deposito, ad esclusione dei fondi pensione e dei fondi sanitari; per ogni esemplare, sul complessivo valore di mercato o, in mancanza, sul valore nominale o di rimborso 1 per mille annuo per il 2012 1,5 per mille a decorrere dal 2013

2. La nota 3-bis all'articolo 13 della Tariffa allegata al decreto
del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642, è
sostituita dalla seguente:
« 3-bis. L'estratto conto o il rendiconto si considerano in ogni
caso inviati almeno una volta nel corso dell'anno anche quando non
sussiste un obbligo di invio o di redazione. Se gli estratti conto
sono inviati periodicamente nel corso dell'anno, l'imposta di bollo
dovuta è rapportata al periodo rendicontato. Se il cliente è
persona fisica, l'imposta non è dovuta quando il valore medio di
giacenza annuo risultante dagli estratti e dai libretti è
complessivamente non superiore a euro 5.000 ».

3. Nella Nota 3-ter all'articolo 13 della Tariffa allegata al
decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642:
a) il secondo periodo e' sostituito dai seguenti: « La
comunicazione relativa agli strumenti e ai prodotti finanziari, ivi
compresi i buoni postali fruttiferi, anche non soggetti all'obbligo
di deposito, si considera in ogni caso inviata almeno una volta nel
corso dell'anno anche quando non sussiste un obbligo di invio o di
redazione. L'imposta è comunque dovuta una volta l'anno o alla
chiusura del rapporto. Se le comunicazioni sono inviate
periodicamente nel corso dell'anno, l'imposta di bollo dovuta è
rapportata al periodo rendicontato»;
b) l'ultimo periodo è sostituito dai seguenti: «L'imposta è
dovuta nella misura minima di euro 34,20 e, limitatamente all'anno
2012, nella misura massima di euro 1.200. Sono comunque esenti i
buoni postali fruttiferi di valore di rimborso complessivamente non
superiore a euro 5.000».

4. Per le comunicazioni di cui al comma 2-ter dell'articolo 13
della Tariffa, parte prima, allegata al decreto del Presidente della
Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642, e successive modificazioni, la
percentuale della somma da versare entro il 30 novembre 2012 ai sensi
dell'articolo 15-bis del decreto del Presidente della Repubblica 26
ottobre 1972, n. 642, è ridotta al 50 per cento.

5. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze sono
stabilite modalità di attuazione dei commi da 1 a 3.
Omissis

giovedì 1 dicembre 2011

CONTRIBUTO DI SOLIDARIETÀ A REGIME DAL 1 GENNAIO 2011

*LA SCHEDA

Riferimenti normativi

DECRETO MINISTERO dell’economia e delle finanze 21 novembre 2011
( Gazzetta Ufficiale – n. 276 del 26.11. 2011 )

Modalità tecniche di attuazione delle disposizioni
di cui all’articolo 2, comma 2, del decreto legge
13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni,
dalla legge 14 settembre 2011, n. 148,
in materia di contributo di solidarietà.

IL MINISTRO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

Omissis

Art. 1
Contributo di solidarietà

1. A decorrere dal 1° gennaio 2011 e fino al 31 dicembre 2013, qualora il reddito complessivo di cui all’art. 8 del testo unico delle imposte sui redditi (TUIR), di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, sia superiore a 300.000 euro, è dovuto un contributo di solidarietà del 3 per cento sulla parte di reddito che eccede il predetto importo di 300.000 euro, fermo restando che il contributo medesimo si applica sui redditi ulteriori rispetto a quelli già assoggettati alla riduzione di cui all’art. 9, comma 2, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e a quelli già assoggettati al contributo di perequazione di cui all’art. 18, comma 22-bis, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111.

2. Ai fini della determinazione dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, il contributo di solidarietà è deducibile dal reddito complessivo prodotto nello stesso periodo d’imposta cui si riferisce il contributo di solidarietà medesimo.

Art. 2
Determinazione e versamento del contributo di solidarietà

1. Il contributo di solidarietà è determinato in sede di dichiarazione dei redditi ed è versato in unica soluzione unitamente al saldo dell’imposta sul reddito delle persone fisiche.

2. Relativamente ai redditi di lavoro dipendente e ai redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente di cui agli articoli 49 e 50 del citato TUIR, il contributo di solidarietà è determinato dai sostituti d’imposta di cui agli articoli 23 e 29 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e successive modificazioni, all’atto dell’effettuazione delle operazioni di conguaglio di fine anno. Il relativo importo è trattenuto in unica soluzione nel periodo di paga in cui sono svolte le predette operazioni di conguaglio di fine anno ed è versato nei termini e secondo le modalità ordinarie dei versamenti delle ritenute. Ai fini della determinazione dell’imposta sul reddito delle persone fisiche dovuta sui redditi oggetto delle operazioni di conguaglio di fine anno, il sostituto d’imposta riconosce la deduzione dell’importo trattenuto a titolo di contributo di solidarietà. Tale ultimo importo è indicato nella certificazione unica di cui all’art. 4, comma 6-ter, del decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, e successive modificazioni.
Omissis

In sintesi

Gli effetti – Retroattività del contributo
Dal 1/1/2011 al 31/12/2013
A valere per i redditi afferenti gli anni 2011- 2012 - 2013.

Le agevolazioni
E’ concessa la deduzione dell'importo trattenuto a titolo di contributo di solidarietà dal reddito complessivo prodotto nello stesso periodo d’imposta cui si riferisce il contributo medesimo.

Altri interventi normativi attinenti il contributo, già approvati, con interferenza del 3% di cui al Decreto sopra riportato

Dipendenti pubblici  ( Decorrenza 1/01/2011 - 31 12 2013)
Per i dipendenti delle pubbliche amministrazioni compresi coloro che ricoprono incarichi dirigenziali, opera l’applicazione di una riduzione al 5% sui redditi compresi tra 90mila e 150mila euro, aumentata al 10 per i redditi superiori a 150mila euro.
( vedasi legge n. 122 del 2010)

Pensioni di rilevante entità  ( Decorrenza 1/08/2011 - 31 12 2014)
Introdotto un contributo di perequazione al 5% su pensioni tra 90mila e 150mila euro, aumentato al 10% sulle pensioni che invece superino i 150mila euro.
( Vedasi legge n. 111 del 2011)

giovedì 24 novembre 2011

NORME PER LA TUTELA DELLA LIBERTÀ D'IMPRESA. STATUTO DELLE IMPRESE

Come anticipato sul post del 31 maggio 2011, esaurito l’iter parlamentare,
trascrivo di seguito i contenuti della legge 11/11/ 2011 n. 180
( G.U. n. 265 14/ 11/ 2011)


*LA SCHEDA
La legge si compone di 21 articoli i cui contenuti possono essere sintetizzati nei seguenti termini:

Preambolo
· Finalità
· Principi generali
· Libertà associativa
· Legittimazione ad agire delle associazioni
· Definizioni
· Procedure di valutazione
· Riduzione e trasparenza degli adempimenti amministrativi a carico di cittadini e imprese
· Compensazione degli oneri regolatori, informativi e amministrativi
· Rapporti con la pubblica amministrazione e modifica dell'articolo 2630 del codice civile
· Delega al Governo in materia di disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, nonchè differimento di termini per l'esercizio di deleghe legislative in materia di incentivi e di internazionalizzazione delle imprese
· Certificazione sostitutiva e procedura di verifica
· Modifica all'articolo 91 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163
· Disciplina degli appalti pubblici
· Consorzio obbligatorio nel settore dei laterizi
· Contratti di fornitura con posa in opera
· Politiche pubbliche per la competitività
· Garante per le micro, piccole e medie imprese
· Legge annuale per le micro, le piccole e le medie imprese
· Rapporti tra lo Stato, le regioni e le autonomie locali
· Norma finanziaria
· Entrata in vigore

domenica 6 novembre 2011

UN NUOVO DECRETO SVILUPPO

*LA SCHEDA
A seguire la pubblicazione, in ordine all'evoluzione della bozza del Decreto e relativi contenuti.


NOMATIVA PREGRESSA
Disposizioni finalizzate alla promozione dello sviluppo economico e della competitività del Paese

Decreto legge 13 maggio 2011, n. 70
( Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 110 del 13 maggio 2011 )

Sintesi dei contenuti:
- Credito di imposta per la ricerca scientifica
- Credito d'imposta per nuovo lavoro stabile nel Mezzogiorno
- Reti d'impresa, "Zone a burocrazia zero",
Distretti turistico - alberghieri, nautica da diporto
- Costruzione delle opere pubbliche - Costruzioni private
- Ulteriori riduzione e semplificazioni degli adempimenti burocratici
- Semplificazione fiscale - Impresa e Credito - Scuola e merito
- Servizi ai cittadini - Disposizioni finanziarie

Legge di conversione 12 luglio 2011, n. 106
( Gazzzetta Ufficiale n. 160 del 12-7-2011)

Sintesi delle integrazioni:
art. 2 bis - Credito d'imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno
art. 8 bis - Cancellazione di segnalazioni dei ritardi di pagamento
Allegato 1
articolo 5, comma 4-bis)
Tabella delle tasse ipotecarie
Nota
In evidenza: introdotte modifiche in ordine ai contratti pubblici


domenica 23 ottobre 2011

ANTIRICICLAGGIO

Argomento*

*Modifiche intervenute in ordine alla normativa antiriciclaggio.

Aggiornamento della scheda illustrativa del 31 agosto 2010

Avvertenza
Gli importi ridotti cui la normativa fa riferimento, includono anche agli assegni ed i libretti di deposito al portatore.

QUADRO LEGISLATIVO

Decreto legge - 13 agosto 2011, n. 138
Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo.
Omissis
Art.2
Omissis
4. A fini di adeguamento alle disposizioni adottate in ambito comunitario in tema di prevenzione dell'utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo, le limitazioni all'uso del contante e dei titoli al portatore, di cui all'articolo 49, commi 1, 5, 8, 12 e 13, del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, sono adeguate all'importo di euro duemilacinquecento; conseguentemente, nel comma 13 del predetto articolo 49, le parole: «30 giugno 2011» sono sostituite dalle seguenti: «30 settembre 2011».
omissis

Legge 14 settembre 2011, n. 148
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, recante ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo. Delega al Governo per la riorganizzazione della distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari
(in GU 16 settembre 2011, n. 216)

Art. 1.
Il decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, recante ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo, è convertito in legge con le modificazioni riportate in allegato alla presente legge.
Omissis

Allegato
MODIFICAZIONI APPORTATE IN SEDE DI CONVERSIONE
AL DECRETO-LEGGE 13 AGOSTO 2011, N. 138

Omissis
All’articolo 2:
omissis
dopo il comma 4, è inserito il seguente:
«4-bis. È esclusa l’applicazione delle sanzioni di cui all’articolo 58 del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, per le violazioni delle disposizioni previste dall’articolo 49, commi 1, 5, 8, 12 e 13 del medesimo decreto, commesse nel periodo dal 13 agosto al 31 agosto 2011 e riferite alle limitazioni di importo introdotte dal comma 4. A decorrere dal 1º settembre 2011 le sanzioni di cui al citato articolo 58 sono applicate attraverso gli uffici territoriali del Ministero dell’economia e delle finanze. All’articolo 49 del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, i commi 18 e 19 sono abrogati»
omissis

martedì 31 maggio 2011

NORME PER LA TUTELA DELLA LIBERTÀ D'IMPRESA - STATUTO DELLE IMPRESE

*LA SCHEDA

A seguire la pubblicazione, a conclusione dell'iter parlamentare.

venerdì 8 ottobre 2010

EURO INTER BANK OFFERED RATE

EURIBOR

Un indicatore per definire il costo del denaro

Scheda di consultazione

Il tasso Euribor è stato definito a far tempo dal 1999.
E’ un tasso interbancario.
(tasso medio delle transazioni finanziarie in Euro tra le grandi banche europee).
Viene determinato dalla European Banking Federation (EBF) come media dei tassi di deposito interbancario tra banche.
E’ un tasso affidabile.
Le banche ancorano ad esso l'oscillazione dei loro finanziamenti.
L'Euribor è un tasso flessibile che si adegua all’andamento dei mercati.
E’ questa la ragione per la quale i tassi applicati variano in funzione delle attese sui mercati stessi.
L’utilizzo dell’Euribor è ormai entrato nella consuetudine.
Per questo motivo è diventato agevole reperire il suo valore, per esempio sul giornale Il Sole 24 ore

mercoledì 8 settembre 2010

IL RATING INTERNO

Argomento**Seguito della prima parte del 23 luglio 2010
E' utilizzato dalle Banche per valutare il "Cliente debitore" attraverso un approfondito

esame.
Se il cliente è "Impresa" i metodi di calcolo della rischiosità postulano indagini

articolate che consistono nel valutare non solo la struttura economico - finanziaria,
ma anche i rapporti intercorrenti con la Banca e la collocazione sul mercato
dell'Impresa.
Il metodo di calcolo del Rating usato dalle Banche si differenzia rispetto a quello

usato dalle Agenzie di Rating.
Per le Banche risulta prevalente l'indagine sotto il profilo "commerciale".
Le Banche devono essere autorizzate dall'Autorità di vigilanza per l'utilizzo

del Rating interno.

martedì 31 agosto 2010

ANTIRICICLAGGIO

Argomento*

*Modifiche intervenute in ordine alla normativa antiriciclaggio.

Aggiornamento della scheda illustrativa del 24 gennaio 2010.

QUADRO LEGISLATIVO

Decreto-Legge 31 maggio 2010, n. 78
“Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività
economica”
(G.U.n. 125 del 31-5-2010 n. 125 - Suppl. Ordinario n. 144 )
Omissis
Art. 20
Adeguamento alle disposizioni comunitarie delle limitazioni all’uso del
contante e dei titoli al portatore
1. A fini di adeguamento alle disposizioni adottate in ambito comunitario in
tema di prevenzione dell’utilizzo del sistema finanziario a scopo di
riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo, le
limitazioni all’uso del contante e dei titoli al portatore, di cui all’articolo
49, commi 1, 5, 8, 12 e 13, del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231,
sono adeguate all’importo di euro cinquemila.
2. In ragione di quanto disposto dal comma 1, ed al fine di rafforzarne
l’efficacia, al decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, sono apportate le
seguenti modifiche:
a) nell’articolo 49, al comma 13, le parole: “30 giugno 2009” sono sostituite
dalle seguenti: “30 giugno 2011”;
b) all’articolo 58, dopo il comma 7 è aggiunto il seguente comma: “Per le
violazioni previste dai precedenti commi, la sanzione amministrativa pecuniaria
non può comunque essere inferiore nel minimo all’importo di tremila euro.
Per le violazioni di cui al comma 1 che riguardano importi superiori a cinquantamila
euro la sanzione minima è aumentata di cinque volte. Per le violazioni di cui ai
commi 2, 3 e 4 che riguardano importi superiori a cinquantamila euro le sanzioni
minima e massima sono aumentate del cinquanta per cento.”.

Legge 30 luglio 2010, n. 122
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78
(GU n. 176 del 30-7-2010 - Suppl. Ordinario n. 174)

Art. 1
1. Il decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, recante misure urgenti in materia di
stabilizzazione finanziaria e di competitivita' economica, è convertito in
legge con le modificazioni riportate in allegato alla presente legge.
2.-3.- omissis

Allegato
Omissis
All'articolo 20, è aggiunto, in fine, il seguente comma:
«2-bis. E' esclusa l'applicazione delle sanzioni di cui all'articolo 58
del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, per la violazione delle
disposizioni previste dall'articolo 49, commi 1, 5, 8, 12 e 13, del medesimo
decreto, commesse nel periodo dal 31 maggio 2010 al 15 giugno 2010 e riferite
alle limitazioni di importo introdotte dal comma 1 del presente articolo».

martedì 13 luglio 2010

RATING E RUOLO DELLE AGENZIE DI RATING

Argomento*
*Il peso dei giudizi in un sistema globale in ambito economico finanziario.

Il Rating sintetizza la valutazione del rischio quindi la probabilità di insolvenza più significativa nel mercato mobiliare.
E’uno strumento di prevenzione e controllo dei mercati mobiliari stessi.

In materia di prodotti finanziari l’integrità del processo di Rating è condizione per assolvere alla funzione di garantire emittenti ed investitori.
E’ in questa ottica che la valutazione del Rating deve salvaguardare il principio della trasparenza.
Ne consegue che le metodologie di analisi, prassi e procedure, struttura finanziaria e patrimoniale, ecc. sono elementi che il mercato deve conoscere.

Le Agenzie specializzate ( Rating agencies ) sono deputate allo svolgimento di queste operazioni.
Per i motivi esposti alle stesse sono richiesti una serie di requisiti ed uno standard comune.
Il Rating è pubblicato da codeste agenzie specializzate e fra le più note viene considerata la Moody's.

DOCUMENTAZIONE

Anno 2003
IOSCO (International Organization of Securities Commissions)
- Organizzazione internazionale - Commissioni di Sicurezze -
Titolo
PRINCIPLES REGARDING THE ACTIVITIES OF CREDIT RATING AGENCIES
-Principi riguardanti le attività delle Agenzie di Rating-
(in vigore dal 25 settembre del 2003)

Anno 2004
IOSCO
Titolo
CODE OF CONDUCT FUNDAMENTALS FOR CREDIT RATING AGENCIES
- Codice dei principi basilari di condotta per le Agenzie di Rating - CRAs
( pubblicato in data 23 Dicembre 2004

Anno 2008
IOSCO
VERSIONE AGGIORNATA DEL TESTO 23 DICEMBRE 2004
( pubblicata nel Maggio 2008)

giovedì 3 giugno 2010

APPUNTI A MARGINE DEL TRATTATO DI LISBONA

Estratto dalla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
Articolo 122 (ex articolo 100 del TCE)
1. omissis
2. Qualora uno Stato membro si trovi in difficoltà o sia seriamente minacciato da gravi difficoltà a
causa di calamità naturali o di circostanze eccezionali che sfuggono al suo controllo, il Consiglio, su
proposta della Commissione, può concedere a determinate condizioni un'assistenza finanziaria dell'Unione allo Stato membro interessato. Il presidente del Consiglio informa il Parlamento europeo in merito alla decisione presa.
( a valere dal 1 dicembre 2009, data di entrata in vigore del trattato)

Ne consegue che i paesi che si sono privati della loro sovranità monetaria confluendo nell’UEM possono essere assistiti in presenza di difficoltà finanziarie.

A fronte di questi eventi si contrappone una critica da parte degli opinionisti nei confronti delle Istituzioni Europee.
Ma allo stato dell’arte quello che assume rilievo è il problema dell’Autorità di controllo.
In ogni caso in una società globalizzata come quella europea è utile una cooperazione interna perché migliora la competitività raggiungibile solo in un quadro complessivo di crescita dell'Unione.
Bando quindi alle disgregazioni, mentre sono auspicabili correttivi che evitino contrasti all'interno dell'Unione.
I mercati devono essere competitivi, non servono turbolenze nonostante risultino motivate che possono creare conseguenze alla stabilità.

Qualche appunto sull’andamento dell’€ se si indebolisce.
Quando l’evento accade credo siano scontati interventi e necessari controlli ma occorre contrapporre misure e promuovere iniziative.
Non và ignorato che l’indebolimento dell’€ favorisce le esportazioni nei paesi del $ perchè aumenta la produzione e da un lato la crisi diminuisce, dall’altro favorisce l’entrata di valuta pregiata, perché aumentano i flussi turistici.

In questo quadro anche se estremamente sintetico va collocato il mutamento di indirizzo di ieri quando si sosteneva la necessità di salvare le banche con quello di oggi di tagliare la spesa pubblica.
E’ risaputo che la crisi finanziaria mette alla prova i bilanci pubblici ma, in pari tempo, non possono essere disattese realtà quali lo stato dell’economia e della disoccupazione.
In ogni caso, se in periodi congiunturali sono richieste misure strutturali che non possono essere eluse, la competitività da cui dipende la stabilità, in una società globalizzata come quella dell'Unione, và collocata su un livello primario.

lunedì 5 aprile 2010

ANATOCISMO BANCARIO

Scheda di consultazione

Analisi fattispecie
Legislazione, Giurisprudenza, Documentazione

Brevi note: L’anatocismo attiene ad un metodo di calcolo di una fattispecie di interessi.
Il termine:
deriva dal greco anà (di nuovo) e tokòs (interesse)
L’azione:
somma degli interessi al capitale sul quale sono stati calcolati (capitalizzazione degli interessi).
Effetti:
produzione di ulteriori interessi.

Parte normativa
Codice civile
(art. 1283 c.c.)
Estratto “gli interessi scaduti, possono produrre interessi solo dal giorno della domanda giudiziale, sempre che si tratti di interessi dovuti almeno per sei mesi ”

Legislazione
D. Lgs.4 agosto 1999, n. 342
(GU n. 233 del 4.10.1999)
Comma 2 dell’art. 25, modifica l'art. 120 del D.Lgs. 1º settembre 1993,
n. 385 (Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia).

Giurisprudenza
Sentenza 17 ottobre 2000, n. 425
(Legge 4 agosto 1999, n. 342 - norma dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale)
Sintesi delle motivazioni:
eccesso di delega;
violazione artt. 76 - 77 Costituzione.
Provvedimenti:
abrogazione comma dell'art. 25, dichiarato incostituzionale per:
l'irretroattività della legge;
per disparità di trattamento fra soggetti del testo Unico Bancario e creditori sottoposti all'anatocismo;
l’illegittimo intervento dell’art. 25 D.Lgs. 342/99 su art. 1283 c.c. e su Legge n. 108/96 emerge dall'introduzione del D.Lgs. 342/99;
intervento non autorizzato:legge e norma in argomento non menzionate.

Successivi provvedimenti legislativi ed interventi della Corte di Cassazione

Legislazione
In ordine alla sentenza della Consulta, del 17 ottobre 2000
approvato decreto legge 29 dicembre 2000, n. 394, convertito in legge 28 febbraio 2001, n. 24 (interpretazione autentica della legge in materia di usura n. 108 del 7 marzo 1996).

Giurisprudenza
· La Corte di Cassazione:
Sentenza 13 dicembre 2002, n. 17813, nel confermare il proprio
orientamento, accorpa ai propri dettami pregressi il riferimento
al conto corrente bancario ed ai contratti di mutuo.
· Sentenza del 7 ottobre- 4 novembre 2004, n. 21095, delle Sezioni Unite:
afferma l’illegittimità, anche per il passato, degli addebiti bancari
per anatocismo;
conferma e consolida l’orientamento giurisprudenziale.

Documentazione
· D. Lgs. n. 385 del 1993 (Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia).
GU n. 230 suppl. ord. del 30.9.1993

· Legge 7 marzo 1996, n. 108 (Disposizioni in materia di usura)
GU del 9.3.1998, n. 58
(stabilisce criteri e periodicità di calcolo del tasso medio
globale d’interesse, oltre il quale gli interessi sono
ritenuti usurari ex art. 644 cod. pen.)

domenica 24 gennaio 2010

ANTIRICICLAGGIO

Scheda di consultazione

Disposizioni in materia di riciclaggio di capitali di provenienza illecita.

QUADRO LEGISLATIVO

Dal 1981 al 1990

* Legge 24/11/1981 n. 689

* DPR 31 marzo 1988, n. 148

* Decreto Legislativo 6/9/1989, n. 322

* Legge 4/8/1990, n. 227

Dal 1991 al 2000

* Decreto-legge 3 maggio 1991, n. 143 convertito, con modificazioni, dalla legge 5 luglio 1991, n. 197

* Legge 9.8.1993 n. 328

* Decreto Legislativo 1/9/1993, n. 385

* Leggi: 6 febbraio 1996, n. 52 - 7/3/1996, n. 108

* Decreti Legislativi: 30/4/1997, n. 125 - 26/5/1997, n. 153 - 2 4/6/1998
n. 213

* Legge 30/4/1999, n. 130

* Decreti Legislativi: 4/8/1999 n. 342 -. 25 settembre 1999, n. 374

* Legge 17/1/2000, n. 7

* D.P.R. 28/7/2000, n. 287

* Leggi: 7/11/2000, n. 326 - 23/12/2000, n. 388

Evoluzione normativa dal 2001 in poi

* Leggi: 197/2001 ( normativa antiriciclaggio ) - 3 febbraio 2003, n. 14 - 24/11/2003 n. 326
* Dlgs 20 febbraio 2004, n. 56
* Leggi: 25 gennaio 2006 - 6/2/2006, n. 38
* D.Lgs: 2006 n.56 - 22/6/2007 n. 109 - 21/11/2007 n. 231


QUADRO DELLA DECRETAZIONE MINISTERIALE
* Decreti del Ministro del tesoro: 19/12/1991 - 7/7/1992 - 30/12/1992 - 29/10/1993 - 6/7/1994 - 28/7/1994
* Circolare del Ministero del tesoro del 20/1/1995 n.1

* Decreti del Ministro del tesoro: 13/5/1996 - 17/6/1998

* Decreti del Ministro del tesoro, del bilancio e della prog. Econ.: 26/8/1998 - 30/12/1998 n. 516 - 30/12/1998 n. 517 - 2/4/1999 - 21/7/2000 - 28/7/2000 - 24/10/2000

* D.M. Economia e Finanze: 31/7/2001 n. 372 - 13/12/2001 n. 485
* Decreto 17/10/2002
* D.M. Economia e Finanze: 18/9/2003 - 14/11/2003 - 16/9/2004 - 20/9/2005
* Decreti Ministeriali: n. 141 del 3 febbraio 2006 - n. 142 del 3 febbraio 2006 - n. 143 del 3 febbraio 2006 -
* Decreto delega del Ministero Economia e Finanze 21/4/2006
* D.M. 107 - correzione D.M 141 - 10/5/2007 –
* Decreto del Ministero Economia e Finanze 27/6/2007

QUADRO DELLE DIRETTIVE
* n. 91/308/CEE -10 giugno 1991 - 2001/97/CE - 4 dicembre 2001 - 2005/60/CE

DOCUMENTAZIONE
* Legge 23 agosto 1988, n. 400
* D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 52 (Adempimenti previsti per le società di revisione iscritte all'albo speciale
* D.Lgs. 30 giugno 2003 n. 196 (Codice in materia di protezione dei dati personali)
* Ufficio Italiano Cambi (UIC) Provvedimento del 24 febbraio 2006
* Testo unico bancario ( intermediari finanziari iscritti nell'elenco generale)
* Testo unico dell'intermediazione finanziaria ( intermediari finanziari iscritti nell' albo speciale )

Codice penale
* Art. 648-bis c.p. Riciclaggio
* Art. 648-ter c.p. Impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita.

Nota:
Dal 1 gennaio 2008 l’Ufficio Italiano dei Cambi è soppresso.
Le funzioni sono ora esercitate dalla Banca d’Italia, la quale succede in tutti i diritti e rapporti giuridici dell’UIC.
Vedasi D.lgs. 21/11/2007 n. 231 sopra riportato.

venerdì 4 settembre 2009

SISTEMA BANCARIO, COMPARATO E ASSICURATIVO E FINANZIARIO

Argomento

"Rapporti definiti come “Depositi dormienti ”

( Contenuti della scheda di consultazione )

Legge Finanziaria per il 2006:
legge 23 dicembre 2005, n. 266
(art. 1, commi 343 e 345)
Fondo per indennizzare i risparmiatori rimasti vittime di frodi

Decreto del Presidente della Repubblica 22 Giugno 2007, n. 116
Regolamento di attuazione dell'articolo 1, comma 345, della legge 23 dicembre 2005, n. 266
(G.U. n. 178 del 02.08.2007)
Definizione dei rapporti “dormienti”

Decreto legge 28/08/2008, n. 314
Legge 27/10/2008, n. 166

Conversione del decreto legge 28/08/2008, n. 314
Assegni circolari non riscossi entro il termine di prescrizione:
devoluti al Fondo.

Documentazione in evidenza
Decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385

Decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58

Decreto del Presidente della Repubblica 14 marzo 2001, n. 144

Decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209

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Fare ricerca richiede non solo tempo.
E la "premessa" e "l'introduzione" a questo sito le ritengo sufficentemente esaustive.